Esame Micologico

Le infezioni fungine cutanee di maggior risconto a livello ambulatoriale sono rappresentate da:

Dermatofitosi gruppo di funghi in grado di infettare lo strato corneo:le unghie, i peli e i capelli.

Candidosi

  • cutanea un’infezione superficiale che compare nelle regioni cutanee umide, molti pazienti presentano fattori che alterano l’immunità locale, come un aumento dell’umidità nella sede d’infezione,il diabete o un’alterazione dell’immunità sistemica.
  • mucosa (è un’infezione che colpisce la mucosa delle vie respiratorie e digestive superiori e dell’area vulvo-vaginale; il decorso può essere acuto o cronico.

Pityriasis Versicolor una dermatosi desquamativa asintomatica cronica caratterizzata da chiazze desquamative ben delineate di colore variabile, che compaiono più frequentemente al tronco.

Diagnosi

La diagnosi clinica delle infezioni fungine cutanee (micosi) può essere confermata da esami di laboratorio effettuati su materiale prelevato da lesioni.

Per il prelievo si utilizzano pinze e spatole sterili.

I prelievi effettuati vengono osservati sia direttamente al microscopio ottico (a contrasto di fase) sia messi in terreni di coltura per l’identificazione delle diverse specie di miceti.

Tricogramma classico e Tricogramma a luce polarizzata

Le malattie caratterizzate da caduta di capelli sono classificate in:

  • Alopecie non cicatriziali, nelle quali dal punto di vista clinico non vi è alcun segno di infiammazione tessutale, cicatrizzazione o atrofia della cute
  • Alopecie cicatriziali, in cui è evidente una distruzione del tessuto sotto forma di infiammazione, atrofia e cicatrizzazione

Nella forma di alopecia non cicatriziale caratterizzata da un diradamento e/o da una caduta dei capelli può essere utile effettuare a scopo diagnostico il tricogramma classico o il tricogramma a luce polarizzata.

Diagnosi

Il tricogramma è una metodica semi-invasiva che permette di studiare la dinamica del ciclo follicolare e le condizioni patologiche dei capelli.

Il prelievo si esegue fissando l’estremità libera di una ciocca di capelli con una pinza Klemmer, mentre con altra pinza analoga si fissa la base della ciocca.

Si procede quindi allo strappo che deve essere energico e deciso nella direzione verso cui emergono i capelli.

I capelli vengono successivamente preparati e montati su un vetrino portaoggetti per osservarli al microscopio ottico o al microscopio a luce polarizzata.

Videocapillaroscopia a Sonda Ottica e a Luce Polarizzata

Metodica di indagine insostituibile per lo studio morfologico ed emodinamico del microcircolo. La videocapillaroscopia è largamente impiegata in:

  • Dermatologia (psoriasi, neoplasie cutanee, alopecia, lichen sclerosus atrophicus, amartomi vascolari)
  • Medicina estetica (soprattutto nella diagnosi degli stadi precoci delle Pannicolopatie ovvero celluliti e nel loro follow up)
  • Nutrizione clinica (analisi della vascolarizzazione dei tessuti adiposi, classificazioni delle pannicolopatie ovvero delle celluliti e delle adiposità localizzate, monitoraggio dei trattamenti dio terapeutici)
  • Reumatologia, ipertensione arteriosa, diabete mellito, vasculopatie e andrologia.

Il videocapillaroscopio è dotato di un terminale video-ottico, grazie al quale è l’obiettivo che si sposta, a piacimento dell’osservatore, permettendo alla sede anatomica di rimanere immobile, laddove nelle tradizionali tecniche capillaroscopiche l’obiettivo dello strumento è fisso per cui le variazioni spaziali del campo ottico devono essere ottenute mediante movimenti della sede anatomica di osservazione.

Esami Allergologici Cutanei

Gli esami allergologici cutenei si rivelano importanti strumenti diagnostici per :

  • Dermatite allergica da contatto (DAC): causata da un antigene (allergene) che innesca una reazione di ipersensibilità detta di tipo IV (cellulo-mediata o ritardata).

Importante diventa la ricerca dell’allergene che innesca e scatena la dermatite mediante patch test.

  • Dermatite atopica: infiammazione pruriginosa, acuta, subcutanea o più frequentemente cronica dell’epidermide e del derma, spessa associata a una storia personale o familiare di raffreddore da fieno, asma, rinite allergica o dermatite atopica.

Si possono eseguire patch test, prick test inalanti e prik test alimenti.

  • Orticaria e angioedema: caratterizzati da lesioni edematose solitamente pruriginose (pomfi transitori) e da aree edematose di maggiori dimensioni che interessano il derma ed anche il tessuto sottocutaneo (nel caso dell’angioedema), talvolta recidivanti in forma acuta o cronica.

Esame Allergologico tramite Patch Test

Le prove epicutanee (patch test) rappresentano le prove diagnostiche elettive nelle dermatiti di contatto.

Si usa in genere una serie preordinata di allergeni più comunemente responsabili o di miscele allergeniche.

Vengono impiegati supporti in strisce a cellette multiple montate su nastro adesivo poroso sulle quali sono applicate direttamente le sostanza allergeniche, posizionate a livello del dorso.

La lettura dei risultati può essere effettuata dopo 48/72 ore.

Esame Allergologico mediante Prick Test

Largamente impiegato, il prick test consiste nell’applicazione di una goccia dell’estratto allergenico sulla cute (in genere sulla superficie volare dell’avambraccio) e nel pungere poi attraverso la goccia gli strati superficiali della cute con una lancetta sterile dotata di punta da 1 mm.

È possibile testare serie di inalanti e di alimenti.

Reazioni Indesiderate

Rare, possono insorgere entro 15-30 minuti dall’esecuzione dei tests.

Si distinguono:

  • Reazioni locali (marcata reazione eritemato-edematosa, talora con linfagite e linfadenite satellite)
  • Reazioni d’organo (riproducono generalmente la sintomatologia presentata dal paziente)
  • Reazioni sistemiche (a tipo sindrome oritcaria-angioedema o anche, pur eccezionalmente, a tipo shock allergico)

 

Dottor Claudio Comacchi

Dottor Claudio Comacchi

Dermatologo Medico Chirurgo Tricologo Venereologo.

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